P:rom:uoviamo la scuola!

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P<rom>uoviamo la scuola!

Nel territorio del Comune di Napoli si stima soggiornino oltre 3000 cittadini RSC (Rom, Sinti e Caminanti) stranieri appartenenti a due distinti gruppi diversificati per provenienza, cultura e progetto migratorio. Il gruppo più consistente dal punto di vista numerico è formato da RSC di provenienza rumena. Un secondo gruppo (circa 1300 unità) è invece rappresentato dalla comunità RSC originaria dei Paesi della ex Iugoslavia, in massima parte di nazionalità serba.

Per questo l’Uomo e Il Legno, grazie al Comune di Napoli, ha intrapreso dal 17 ottobre 2016 un progetto che vede beneficiaria dell’intervento proprio la comunità originaria dall’ex Iugoslavia, che vive in condizioni di estrema marginalità, in un contesto urbano (specie nei quartieri di Scampia e Secondigliano nell’area Nord di Napoli) caratterizzato da problematiche diffuse di povertà, illegalità, disoccupazione, precarietà abitativa, bassa scolarizzazione, genitorialità precoce, alto tasso di dispersione scolastica, carenze nelle capacità genitoriali. Come è evidente, le condizioni delle due comunità residenti hanno molti punti di contatto ma questo, invece di generare solidarietà e reciproca comprensione, ha finito per incrementare le tensioni sociali che talvolta sfociano in veri e propri conflitti.

Per tale motivo il progetto è incentrato sui servizi d’integrazione ed inclusione scolastica dei minori rom, sinti e caminanti, presenti a Secondigliano e a Soccavo, per l’ anno scolastico 2016/2017. Nello specifico l’intervento si concentrerà a:

  • Secondigliano (POLO 2) relativo agli alunni rom iugoslavi dei Villaggi comunali attrezzati di via Circumvallazione Esterna ed iscritti alle scuole:
    • Istituto Comprensivo Berlinguer;
    • Istituto Comprensivo Pascoli II;
    • Istituto Comprensivo Pertini;
  • Soccavo (POLO 5): relativo agli alunni rom rumeni ospiti nel Centro di Accoglienza DELEDDA di via Cassiodoro 87 ed iscritti all’Istituto Comprensivo Marotta di Soccavo

L’obiettivo principale riguarda l’inclusione scolastica dei minori, ma l’intenzione è di realizzare un percorso che complessivamente responsabilizzi le famiglie, le accompagni nella partecipazione e ne favorisca l’incontro con la comunità territoriale nel suo complesso. Non si tratta solo di contrastare la dispersione, monitorare e “accompagnare” la presenza a scuola, ma di promuovere e realizzare occasioni di incontro, scambio e confronto per realizzare un clima se non proprio inclusivo, almeno di reciproca accettazione, prevenendo così i conflitti e contrastando le diverse forme di disagio che attanagliano quest’area.

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