CampoAperto: agricoltura biologica nel Carcere di Secondigliano

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La cooperativa sociale l’Uomo e il Legno è da oltre vent’anni impegnata nel reinserimento sociale di persone svantaggiate attraverso il lavoro. Tale impegno viene realizzato soprattutto nel territorio dei quartieri a nord di Napoli, un’area difficile, caratterizzata dalla massiccia presenza di numerose forme di disagio e marginalità sociale.

In quest’area, e precisamente nel quartiere di Secondigliano, è presente il “famoso” carcere nel quale la Cooperativa ha maturato negli anni un importante know how sia nell’attivazione di percorsi di reinserimento sociale di ex detenuti, sia nel lavoro all’interno dell’istituto di pena. In particolare, sono stati realizzati laboratori e iniziative in favore dei detenuti, con l’obiettivo di sostenere la ristrutturazione del progetto di vita delle persone private della libertà personale, prima che siano chiamate a rimettersi in gioco una volta scontata la pena.

Con l’azienda agricola “CampoAperto“, tuttavia, si è deciso di fare qualcosa in più e di provare a dare una risposta concreta al bisogno di lavoro salariato espresso dai detenuti, in considerazione del fatto che il sistema penitenziario, caratterizzato da sovraffollamento, incremento dei suicidi e degli atti di autolesionismo, non sempre riesce a garantire ai detenuti un autentico percorso di riabilitazione. Garantire ai detenuti un impegno stabile e quotidiano, inoltre, è fondamentale per valorizzarne le competenze e le energie in vista del successivo reinserimento nel tessuto sociale, oltre che per diminuire l’impatto sociale ed emotivo della restrizione della libertà.

L’idea progettuale ha provato a coniugare queste esigenze sociali con una delle nuove attività in corso di implementazione nella Cooperativa che, da circa un anno, è anche azienda agricola, con un impegno che va verso la riscoperta del mondo agricolo e della consapevolezza dei consumi .

All’interno del carcere insiste, infatti, un tenimento agricolo di circa due ettari che, grazie ad un contratto di comodato d’uso stipulato con l’Amministrazione Carceraria, è stato messo in produzione grazie proprio al lavoro dei detenuti, sostenuti dal tutoraggio e dall’accompagnamento da parte degli operatori della cooperativa.

La produzione di ortaggi freschi in maniera biologica e la successiva distribuzione e commercializzazione nei gruppi di acquisto solidali, oltre nei canali commerciali tradizionali, al momento garantisce la sostenibilità del progetto, anche in termini di incremento dell’occupazione per i detenuti.

Se il progetto ti interessa, a questo indirizzo è disponibile il report del 2017!

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