Al fianco del giornalista Sandro Ruotolo, e tu?

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Il giornalista napoletano Sandro Ruotolo, classe 1955, che vive sotto scorta dal 2015 a causa di minacce di morte provenienti dal clan camorristico dei Casalesi, non sarà più protetto dalle forze dell’ordine dal 15 febbraio. Giornalista televisivo e d’inchiesta che per molti anni ha lavorato nella squadra di Michele Santoro (Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale, Moby Dick, Sciuscià, Annozero), Ruotolo da cronista anti-mafia ha condotto numerose inchieste sulla Terra dei Fuochi, sul traffico illecito di rifiuti in Campania e sulla criminalità organizzata: già nel 2009, nell’ambito di un’inchiesta sulla Trattativa Stato-Mafia, ricevette una lettera con minacce di morte per aver intervistato il collaboratore di giustizia Massimo Ciancimino.

Nel 2015 l’assegnazione della scorta: dopo il reportage di Ruotolo sulla Terra dei Fuochi andato in onda su La7, fu intercettato un colloquio in carcere fra il boss dei Casalesi Michele Zagaria e i suoi familiari, dove Zagaria avrebbe esclamato, riferendosi a Ruotolo, “`O voglio squarta’ vivo“. L’anno successivo, a conferma del pericolo di morte che circondava il giornalista, ci fu il macabro ritrovamento di un maiale squartato a Casapesenna presso un attivista antimafia che il giorno precedente aveva ospitato proprio Ruotolo.

Noi dell’Uomo e il Legno, che da anni operiamo nel territorio di Scampia e dell’area Nord di Napoli, abbiamo purtroppo familiarità con i rischi che si corrono quando si affrontano certe dinamiche: è per questo che esprimiamo la nostra massima solidarietà a Sandro, che ci permettiamo di chiamare per nome, e chiediamo a gran forza che la decisione di revocare la scorta venga immediatamente annullata.

Aiutaci, basta una firma!

 https://www.change.org/p/ridate-la-scorta-a-sruotolo1-quirinale-pres-casellati-roberto-fico-matteosalvinimi-alfonsobonafede

 

 

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